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Giochi di comunicazione

Giochi di comunicazione

Fornire un elenco di compiti sciocchi per ogni squadra da fare come gruppo. I compiti possono includere: Chi compie il maggior numero di compiti, il più veloce, vince. Il quadrato perfetto Tempo necessario: Un lungo pezzo di corda legato alle estremità e una benda per ogni persona Obiettivo: Viene chiesto ai partecipanti di stare in cerchio tenendo in mano tutti assieme un pezzo di corda. Chiedere a tutti di mettersi la benda e di appoggiare la corda sul pavimento. Far camminare brevemente bendati restando in cerchio. Si chiede di provare a formare con la corda un quadrato senza rimuovere le bende sugli occhi. Fai clic qui per condividere su Twitter Si apre in una nuova finestra Fai clic per condividere su Facebook Si apre in una nuova finestra Fai clic qui per condividere su LinkedIn Si apre in una nuova finestra Fai clic per condividere su WhatsApp Si apre in una nuova finestra.

Mi piace: Mi piace Caricamento Simone Cini http: Previous Previous post: Mappe per lo studio sociale Next Next post: Related posts. Categorie Marzo 19, Vagabondo Marzo 7, I colori dei film Febbraio 27, TED Febbraio 17, Linee del tempo Gennaio 28, Lo scopo per cui il gruppo ha una funzione strategica è il benessere; stare bene in un gruppo significa stare meglio anche con se stessi. Se stiamo bene siamo in grado anche di lavorare meglio; un insieme di persone che diventa un buon gruppo produce di più anche dal punto di vista del rendimento lavorativo. Il progetto, elaborato dalla Fondazione Adolescere grazie ad una collaborazione scientifica interdisciplinare, è finalizzato ad elaborare il clima di classe nelle scuole.

Si tratta di stages residenziali, mediamente di tre giorni, dove vengono alternati stimoli di esercitazioni e giochi di simulazione con riflessioni in cerchio sui vissuti esperienziali. I ragazzi si incontravano periodicamente e in questo modo hanno avuto la possibilità di sperimentare negoziazioni, affrontare conflitti, creare alleanze, fronteggiare imprevisti. Il LARA offre ai giovani le abilità essenziali per diventare protagonisti: Blandino e B.

La Teoria del Campo definisce come i nostri comportamenti sono influenzati non solo dalla nostra personalità Gestalt e dagli stimoli che riceviamo con i nostri comportamenti, ma anche dal campo o ambiente che si crea in una certa situazione. Per Lewin il costrutto di campo consiste non soltanto in uno studio integrato dei fattori cognitivi, emotivi ed ambientali ma rappresenta una analisi del loro concreto modo di funzionare come sistema di fattori che trovano la loro definizione e la loro funzione proprio in questo sistema di.

In altri termini è il concetto di interdipendenza che è essenziale: In relazione invece al T-Group, totalmente destrutturato e autocentrato, il LARA invece propone stimoli sia cognitivi che esperienziali, tramite giochi e simulazioni perché pone al centro delle dinamiche la comunicazione. La definizione di gruppo che viene proposta nei LARA deve molto alla pragmatica della comunicazione infatti per gruppo si intende: Se stiamo bene, siamo in grado anche di impegnarci meglio; un insieme di persone che diventa un buon gruppo produce di più anche dal punto di vista del rendimento scolastico o lavorativo. Il grande equivoco è la differenza fra un gruppo e gli amici.

Gli amici si scelgono, i membri del gruppo, no. Il gruppo invece usa la diversità come risorsa, la differenza per crescere e capire, la soggettività e la diversità delle opinioni; gli altri appartenenti al gruppo non sono scelti. I genitori, gli insegnanti ed in genere gli adulti troppo spesso si lasciano andare ad esaltazioni acritiche della spontaneità, tendono a non marcare sufficientemente questa differenza fra spontaneità e consapevolezza, fra amicizia e gruppo. Una delle finalità del LARA è proprio questa: La comunicazione traduce e trasmette questi significati che per essere colti vanno ascoltati senza pregiudizi, senza stereotipi, senza eccessive interpretazioni.

Tutto questo non è chiaramente automatico, il gruppo non solo non è innocente, ma non fa neppure miracoli. Porsi allo stesso livello, sedersi alla stessa tavola delle relazioni senza comunque negare o confondere i ruoli è fondamentale per poter lavorare con quel senso di democraticità che Lewin, studiando i gruppi, pensava fosse il miglior antidoto al totalitarismo. Il prof. Ciascuno di questi livelli di socialità richiede abilità sociali e comunicative differenziate.

Inoltre Spaltro si sofferma sugli interfaccia di questi livelli di socializzazione che chiama A, B, C, etc. Gli adolescenti investono gran parte del loro potenziale energetico in tre direzioni: Il LARA è un progetto scuola — territorio. Si colloca cioè in una cultura di Sistema Formativo Integrato SFI , dove a farsi carico della formazione delle nuove leve si mobilitano le agenzie intenzionalmente educative scuola, enti locali, famiglie associazionismo attraverso una strategia progettuale e di raccordo, come ci insegnano i prof. Frabboni e F. Minerva [9]. Questo quadrilatero intenzionalmente educativo, come ci insegnano Frabboni e Pinto Minerva, deve fare i conti con una parte del mercato che propone nuovi media e nuovi linguaggi.

Il laboratorio si configura come un luogo parzialmente destrutturato dove si possono scoprire e sperimentare cose nuove e diverse. È una dimensione nella quale il soggetto è stimolato, a procedere per tentativi, anche a sbagliare, a capire e a gestire situazioni difficili che non corrispondono alla realtà , ma si avvicinano ad essa come una metafora.

Inoltre presenta due aspetti che è bene ricordare: La psicomotricità è un altro strumento che chiama in causa la sfera corporea, la quale riveste una grande importanza nel processo di comunicazione. Dare spazio alla corporeità è utile per capire cosa il soggetto o il gruppo sta provando nel qui ed ora. Durante il LARA vengono proposti degli esercizi specifici per aiutare il soggetto a prendere consapevolezza del suo corpo.

Questo perchè il taglio del progetto si discosta da quello scolastico e formale. La relazione e le dinamiche di gruppo sono al centro del progetto, si lavora attorno al conflitto, ai sentimenti, alle modalità costruttive di relazionarsi tra le diverse personalità. La crescita del gruppo classe si ottiene quando la dimensione relazionale diventa profonda e consapevole. In sostanza il progetto LARA è un progetto sulla comunicazione e sulla relazione che punta al benessere; questo benessere, potenzia al massimo i requisiti cognitivi che la scuola richiede.

I ragazzi nella residenzialità vivono momenti formali con attività che hanno un obiettivo dichiarato, regole e consegne specifiche, e momenti informali con attività libere; in funzione degli stimoli ricevuti i ragazzi scoprono come il gruppo possa diventare una risorsa. Sono chiamati quindi a fare i conti con il loro modo di stare insieme, col clima della classe, con i loro punti di forza e i loro punti di debolezza.

Queste esperienze finiscono per avere quasi sempre una ricaduta visibile sul piano dei processi di apprendimento: Per diversi milioni di anni sulla terra una nuova specie di mammiferi, che aveva, come tutti, il problema di difendersi e procurarsi cibo; scelse come forma collaborativa di aggregarsi in piccoli gruppi di circa 15 elementi. Oggi questa caratteristica è iscritta nel nostro DNA ed è ancora la maggiore risorsa di cui possiamo disporre.

Il gruppo è una risorsa fondamentale per favorire la crescita e lo sviluppo dei ragazzi accogliendo e governando il cambiamento. Infatti se il gruppo diventa la sede di un processo di presa di coscienza, se promuove consapevolezza degli strumenti che si possono usare, allora il processo identificativo nel gruppo e del gruppo viene costruito sulla ricerca e nella costruzione delle abilità più autentiche.

I ragazzi hanno una grande energia sia in termini fisici che psichici, questa energia deve avere una direzione in cui espandersi; il gruppo funzionante è in grado di fornire questa direzione. Lo stage si articola secondo quattro fasi che non sempre sono ben distinte tra loro, e che sono per lo più degli stimoli giochi o esercizi proposti dal conduttore. Anche la varietà dei giochi è considerevole, ma durante uno stage ne vengono usati non più di tre o quattro. Uno stage non è mai uguale ad un altro, come del resto la storia di ogni gruppo classe.

Il conduttore infatti non deve avere delle aspettative particolari, ma deve essere un buon osservatore e ascoltatore. Uno stage solitamente prevede una fase di accoglienza: Non sempre vengono svolte tutte le fasi, è possibile che un gruppo si fermi alla fase di accoglienza o addirittura che si passi direttamente al patto formativo e questo dipende dalle diverse caratteristiche ed esigenze che ogni classe porta con sé. Il conduttore deve essere in grado di leggere i segnali del gruppo e agire di conseguenza. Il momento iniziale è importante perché segna lo svolgimento di tutto lo stage.

Solitamente viene presentata la struttura e alcune regole da osservare durante i tre giorni di permanenza: Le attività vengono svolte in cerchio, in modo tale che tutti i partecipanti si guardino negli occhi e riescano a leggere anche i segnali non verbali. In genere si privilegia una struttura isolata perchè favorisce una maggiore concentrazione. Questa fase iniziale rimane comunque un momento centrale per la presentazione della classe e delle sue difficoltà. I giochi servono, non soltanto per competere e ottenere dei vincitori e dei perdenti, come spesso pensano i ragazzi, ma per lavorare sulle loro relazioni e modalità di comunicazione.

La classe arriva a capire che il gioco è qualcosa di più, quando sperimenta certe dinamiche come per esempio il tradimento, la mancanza di fiducia. È qui che il conduttore, se si verificano dei malintesi o dei disagi, deve aiutare a superarli. La funzionalità dei giochi è quella di permettere ai ragazzi di conoscersi meglio, di capire che ogni persona ha dei lati positivi come dei lati negativi, pregi e difetti che vanno fatti emergere. È interessante ricordare anche quanto siano importanti i momenti informali per i ragazzi, separati dagli adulti.

Sono momenti spontanei, spesso in continuità con quelli in cerchio facilitati dal conduttore. Il secondo giorno generalmente è dedicato al tema e al significato del gruppo. Per aiutare i ragazzi a comprendere meglio questa prospettiva, vengono usate delle storie, delle immagini, delle metafore, quella più frequente appartiene a Schopenhauer: Vi sono vari modi di stare insieme: Il gruppo è vissuto bene se anche i singoli individui stanno bene, una classe che diventa un buon gruppo, produce di più anche scolasticamente.

Da questo punto di vista il contrario del conflitto è la guerriglia, cioè quel modo di stare insieme, fatto di pettegolezzi, di chiacchiericci, di un malessere diffuso, con inimicizie, contrasti e divisioni in clan, che non si sa bene quando sono cominciati e quando finiranno; la guerriglia tende ad essere permanente, avvelena il clima di un gruppo e tutti ne subiranno le conseguenze in termini di malessere. Il conflitto invece possiede dei confini ben precisi, ha un inizio ed una fine. Tutto questo grazie alla mentalità negoziale: La consapevolezza tocca trasversalmente tutti questi passaggi: Anche in questa fase è possibile proporre dei giochi che stimolino queste dinamiche tra i ragazzi e che li facciano riflettere.

Il gruppo deve trovare un proprio equilibrio e il conduttore deve essere, ancora una volta un abile lettore e ascoltatore delle richieste del gruppo. È anche il momento in cui insegnanti e conduttori possono esprimere una loro opinione, in modo che tutti contribuiscano a lasciare un segno che aiuti poi il gruppo a crescere. In questa fase va anche ricordato che, se durante lo stage si è vissuta la dimensione del qui ed ora, al termine ritorneranno ad essere parte di noi anche il passato e il futuro, e questa esperienza andrà collocata sapientemente da ciascuno nel proprio percorso personale.

Non è semplice, per il conduttore, distinguere quando il problema è nelle basse motivazioni oppure in un accesso di difese. Riuscire a stare bene con gli altri è anche frutto della consapevolezza che ciascuno riesce a fare emergere. Dopo aver analizzato il progetto LARA in tutte le sue parti si possono identificare dei punti di forza e dei punti critici. Il primo punto di forza da sottolineare è che il LARA rende protagoniste le persone come raramente capita nelle esperienze della vita. Soprattutto i giovani riescono a vivere questa esperienza partecipando attivamente a tutto quello che viene proposto e che viene sviluppato dalla classe stessa, si sentono protagonisti.

Un secondo punto di forza è che lo stage è un luogo dove i ragazzi possono sbagliare senza conseguenze, questo permette loro di imparare dagli errori. Il conduttore si rapporta con i ragazzi più in termini di regole che in termini di contenuti, infatti egli pone la sua attenzione sempre ai comportamenti e alle dinamiche che avvengono tra i ragazzi. I partecipanti, forse per la prima volta, devono fare i conti con un adulto che non gli dice che cosa devono o non devono fare ma che semplicemente fa loro da specchio. Il compito del conduttore è infatti quello di fargli notare, sottolineare e quindi renderli consapevoli dei loro comportamenti che attuano e scelgono anche se a volte in modo inconsapevole.

Nello stage vengono proposti esercizi sullo scambio emotivo. La particolarità non è quella di incontrare emozioni, cosa che probabilmente ai ragazzi è già capitata, ma di trasformare queste emozioni in parole, condividendole con il gruppo e convertendole, forse per la prima volta, in fatto sociale. Negli anni si è notato che il progetto LARA ha sicuramente dei punti di criticità che si possono distinguere in due categorie: Per analizzare questa questione bisogna analizzare in modo autonomo tre aspetti: Frabboni, F.

Angeli, Mi, La Nuova Italia, Firenze, La condizione giovanile oggi: Cappelli, Bologna, Blandino, B. Raffaello Cortina, Milano, Fornire un elenco di compiti sciocchi per ogni squadra da fare come gruppo. I compiti possono includere: Chi compie il maggior numero di compiti, il più veloce, vince. Il quadrato perfetto Tempo necessario: Un lungo pezzo di corda legato alle estremità e una benda per ogni persona Obiettivo: Viene chiesto ai partecipanti di stare in cerchio tenendo in mano tutti assieme un pezzo di corda. Chiedere a tutti di mettersi la benda e di appoggiare la corda sul pavimento. Far camminare brevemente bendati restando in cerchio. Si chiede di provare a formare con la corda un quadrato senza rimuovere le bende sugli occhi.

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7 giochi sulla comunicazione divertenti, che migliorano la comprensione

TIPO: gioco di comunicazione. INTERESSE: comunicazione diretta non verbale, disinibizione, relazione sciolta tra i partecipanti. N. PARTECIPANTI: più di 4. Gioco di conoscenza per far rilassare il gruppo e conoscere i nomi dei sulle sensazioni e l'esperienza dell'esclusione, piuttosto che sulla comunicazione. La comunicazione è indispensabile. Sia nel ambito lavorativo, che in quello privato, la vita va più liscia, se comunichi bene. Questi sono 7. TIPO: gioco di comunicazione. INTERESSE: comunicazione diretta non verbale, disinibizione, relazione sciolta tra i partecipanti. N. PARTECIPANTI: più di 4. I laboratori LARA propongono una nuova definizione di gruppo: il gruppo è una struttura di comunicazione, il gruppo tende a fare emergere le. Slide del seminario "GIOCHI PER LA FORMAZIONE" Seminario dell' associazione Formatori Tecniche di comunicazione efficace. Claudio. digitale “Attività e giochi su empatia, emozioni e conflitto”. L'obiettivo di questa lezione è introdurre il concetto di intelligenza emotiva e presentarti due semplici.

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