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Casino del cavaliere boboli

Casino del cavaliere boboli

Lo scenografico percorso di ingresso al giardino è stato realizzato da Giuseppe Del Rosso nel Al termine della scala, affiancata da due statue di Muse, prima di varcare l'ingresso del Cavaliere, due pilastri con cancello, originariamente intonacati di verde, erano sormontati da Sfingi di arenaria dipinte in finto marmo, opere di Giovan Battista Giovannozzi, attualmente in deposito.

I pilastrini con capitelli a foglia d'acqua nella balaustra del terrazzo sono fra i primi esempi di neogotico a Firenze; anche alla facciata della palazzina fu conferita in questa occasione una veste neoclassica. Al centro del giardino, nella vasca ottagonale in marmo mistio di Seravezza, fu innalzata una fontana, che reca in cima un putto marmoreo attribuito a Pierino da Vinci o a Stoldo Lorenzi, del XVI secolo, mentre le scimmie bronzee che danno il nome alla fontana fontana delle scimmie , poste ai piedi del fusto, sono riferibili all'ambiente di Pietro Tacca XVII secolo.

Il Giardino del Cavaliere, per il suo gradevole impianto, garantito da una costante manutenzione, e l'eccezionale posizione panoramica, è una delle zone di maggiore interesse di tutto Boboli. La rampa di accesso allo spazio - a seguire i lavori condotti nei primi anni settanta del Novecento - è stato oggetto di un intervento di recupero e restauro tra il e il , su progetto e direzione dei lavori di Laura Baldini e Loris Stefanini ditta esecutrice Meridiana Restauri , che ha tra l'altro visto il consolidamento di tutti gli elementi lapidei e il rifacimento degli intonaci.

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Al termine del viottolone l'arredo botanico cambia repentinamente, scompaiono i cipressi e le siepi e si arriva alle morbide forme della Vasca dell'Isola , chiamata anche Isolotto e ideata da Alfonso e Giulio Parigi dal , al posto di un'"isola di Venere" le cui statue vennero poi rimpiegate altrove come i puttini della fontana del Carciofo. Il piazzale è circondato da siepi di leccio alte circa 12 metri, che fanno da quinta alle numerose statue di pietra e marmo che raffigurano vari soggetti: Al centro del piazzale fa da protagonista la grande vasca circolare, con l'isola al centro collegata alla terraferma da due passerelle.

I grandi cancelli delle passerelle sono sostenuti da due colonne , su ciascuna delle quali si trova la statua di un capricorno, animale simbolo del potere del Granducato di Toscana. Ai lati delle colonne sono presenti delle fantasiose fontane a forma di "arpie" maschili, che versano l'acqua in vasche a forma di conchiglia, con un complessa decorazione grottesca di esseri marini. Sull'asse perpendicolare al Viottolone si trovano quattro fontane a livello della balaustra esterna, due per lato: Vicino a queste fontane, dall'acqua della vasca emergono alcuni gruppi marmorei della scuola del Giambologna di notevole suggestione: Nel mezzo del bacino l'isola è circondata da una ringhiera in pietra, nelle cavità della quale sono alloggiati gli orci di terracotta che nei mesi estivi contengono la collezione di agrumi ed altre piante decorative; agrumi si trovano allineati anche sulle passerelle.

Il centro dell'isola è decorato dalla Fontana dell'Oceano del Giambologna , composta da una basamento con bassorilievi Il ratto di Europa , il Trionfo di Nettuno e Il bagno di Diana che sorregge una vascone circolare in granito dell' Isola d'Elba , sopra il quale si innalza il gruppo scultoreo del Nettuno , circondato da divinità fluviali sdraiate. Esse rappresentano il Nilo , il Gange e l' Eufrate , che versano simbolicamente le loro acque nella vasca grande, rappresentante l'Oceano. La fontana dell'Oceano è più antica rispetto a questa parte del giardino e un tempo si trovava al centro dell'Anfiteatro di Boboli: Sull'asse del Viottolone, separato dall'Isolotto da due boschetti simmetrici segnati da un ingresso neoclassico con piccoli obelischi, si trova il grande spiazzo semicircolare dell' Emiciclo o Prato delle Colonne , per via delle due colonne in granito rosso egiziano che sorreggono altrettanti vasi in marmo bianco, un tempo appartenuti a Lord Cower.

L'Emiciclo è circondato sul lato curvo da una serie di platani intervallati regolarmente da dodici nicchie verdi con statue soprattutto busti del XVII secolo. Il lato rettilineo invece è composto da un'alta siepe di bosso con nicchie di verzura contenenti quattro antichi busti colossali: Giove Serapide, Giove , una divinità maschile non chiarita e Claudio Imperatore. Notevole è anche la statua di Vulcano di Chiarissimo Fancelli. Interessante è anche la fontana della Botticella, costituita dalla statua di un contadino che vuota un barile di Giovanni Fancelli , in una vasca realizzata con un sarcofago romano. Davanti all'ingresso di Porta Romana si trova un notevole Perseo di Vincenzo Danti , già alla villa medicea di Pratolino , circondato da un'esedra in bosso dove si trova anche un sarcofago romano con le fatiche di Ercole.

Risalendo sul lato che costeggia via Romana , si incontrano alcune statue come l' Uomo che scarica il secchio in un tino di Valerio Cioli e di Giovanni Simone Cioli , fino a raggiungere la grande limonaia. I Medici furono tra i primi a diffondere la moda degli agrumi nei loro giardini. Gli agrumi sono delle piante che non crescono normalmente in Toscana per via degli inverni troppo rigidi, quindi erano considerate di fatto alla stregua di piante esotiche.

Il loro grande valore ornamentale spinse a un collezionismo di queste piante, che durante l'inverno dovevano trovare rifugio al coperto, in edifici appositi chiamati appunto limonaie. Per rendere possibile questi traslochi i limoni non dovevano essere piantati in terra, ma in grandi vasi di terracotta chiamati "conche", realizzati artigianalmente e che sono di per sé un pregevole ornamento. Le limonaie dovevano avere un microclima mite ma asciutto, per cui non di rado il pavimento era sterrato anziché lasticato, per un migliore assorbimento dell'umidità.

La limonaia di Boboli si trova a metà strada tra il Palazzo e l'estremità del giardino. Frutto della trasformazione di una precedente fabbrica di mosaici, spugne e statue e già sede della Compagnia di Santa Brigida , fu edificata verso il su progetto di Zanobi del Rosso , nel corso di una generale risistemazione del giardino voluta dal Granduca Pietro Leopoldo. In questo sito al tempo di Cosimo III esisteva il Serraglio degli Animali , dove venivano conservati gli animali esotici comprati o ricevuti in regalo da sovrani esteri giraffe o un ippopotamo oggi impagliato e conservato al Museo della Specola , ma anche animali per le cucine.

Un lungo cornicione leggermente aggettante sopra i portoni conclude l'elegante facciata. Le sculture sulla facciata rappresentano le Muse , mentre nelle aiuole antistanti si trovano due Muse e il gruppo della Fortuna con cornucopia , opere romane copiate da sculture ellenistiche, oltre al Suonatore di cornamusa di Giovanni Battista Caccini. Nel periodo invernale la limonaia è affollata da una grande quantità di piante, soprattutto agrumi , alcuni dei quali risalgono all'epoca medicea con cultivar originali.

Elenco di alcune delle specie di agrumi conservate: Proseguendo lungo il vialetto parallelo a via Romana si arriva all'ingresso su questa stessa via detto di Annalena dal nome dell'antico convento di Annalena che qui si trovava , con un cancello vigilato da due leoni assopiti in pietra. La prospettiva di questo ingresso è abbelita dalla Grotta di Adamo ed Eva , costruita come una piccola esedra preceduta da due colonne che sostengono un architrave. L'interno è decorato da concrezioni spugnose e mosaici in ciottoli policromi, mentre il nome deriva dal gruppo scultoreo di Adamo ed Eva di Michelangelo Naccherino circa.

Sempre sullo stesso lato di via Romana, risalendo verso Palazzo Pitti, si incontra la Palazzina di Annalena, una piccola costruzione in stile neoclassico dell'architetto Cacialli. La Palazzina della Meridiana , opera in stile neoclassico iniziata da Gaspare Maria Paoletti sotto il Granduca Pietro Leopoldo nel e terminata da Pasquale Poccianti nel - , prende il nome dalla meridiana che l'attraversava all'interno. Attualmente ospita la Galleria del Costume , ma alcuni anni fa ha ospitato anche la Collezione Contini-Bonacossi.

Adiacente alla Palazzina della Meridiana c'è il cosiddetto Giardino del Conte , chiuso da una cancellata e schermato da una siepe di leccio e d' alloro. Un bassorilievo a forma d'ananas sui pilastri della cancellata ricorda come qui si tenessero esperimenti botanici di insediamento di piante esotiche. Da qui si vede bene anche l'antica Specola del Reale Museo di fisica e storia naturale.

Il botanico volle farvi un Erbario con fiori, frutti e semi di piante rare provenienti da tutte le parti del mondo. Oggi nel giardino è ospitata una ricca collezione di piante acquatiche oltre a varietà di piante esotiche in perfetta simbiosi con il paesaggio circostante. Altri progetti. Il giardino Bardini è uno straordinario belvedere su Firenze: In origine era un sistema di orti murati verso Palazzo Mozzi e su tutta la collina retrostante. Nel Settecento Giulio Mozzi, appassionato di giardini, arricchisce la proprietà con un lungo muro fontana con fondali a mosaico polimaterico.

A metà Ottocento il giardino barocco viene ampliato con l'acquisizione del confinante giardino anglo-cinese di Villa Manadora, creato da Luigi Le Blanc all'inizio dell'Ottocento. Nella seconda metà dell'Ottocento i principi Carolath Benten acquistano tutta la proprietà e arricchiscono il giardino di dettagli vittoriani. Nel l'antiquario Stefano Bardini acquista il complesso composto da Palazzo Mozzi, dal giardino barocco, dal giardino anglo-cinese con una porzione rimasta agricola, e dalla villa Manadora.

Bardini costruisce un viale per salire in macchina dall'Arno sino alla villa, distruggendo i giardini murati di origine medievale, e riunifica i due edifici esistenti sulla costa San Giorgio. Con la morte del figlio Ugo nel inizia la lunga vicenda dell'eredità conclusa nel grazie all'allora ministro Paolucci che fa adempiere alle condizioni del defunto. Nel l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, attraverso la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, inizia il restauro del complesso, durato quasi cinque anni, per restituire al giardino identità, ricchezza compositiva e vegetale.

La scalinata barocca è la parte più scenografica del giardino con il Belvedere sulla città e le sei fontane con fondali a mosaico polimaterico. Lungo la scalinata sono state piantate rose bourboniane e iris rifiorenti; nella parte più bassa si visita un giardino con bordi di erbacee e graminacee e il teatro verde ricavato in una concavità nel giardino. Nel bosco all'inglese, che faceva parte del giardino anglo-cinese, si trova il prato delle azalee dove si possono ammirare anche felci, viburni, camelie, e una collezione di agrumi. Da via de'Bardi il percorso si snoda in salita verso la villa e consente di ammirare sia il giardino sia i monumenti di Firenze.

Giardino di Boboli Giardino di Boboli Firenze.

Giardino di Boboli - Luoghi - Italian Botanical Heritage

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